La gran fontana Pretoria, è un'opera ideata dallo scultore
fiorentino Francesco Camilliani e da Michelangelo Noccherino tra il 1554 e il 1555.
Destinata in un primo tempo alla villa fiorentina di don Pietro da Toledo
fu poi venduta al Senato palermitano nel 1575 al prezzo di trentamila scudi.
Successivamente nel 1858 la fontana e' stata attrezzata da una cancellata, non piu'
presente, realizzata da Giovan Battiusta Filippo Basile.
La fontana, a pianta circolare, è costituita da vasche concentriche disposte su tre
livelli tra i quali corre un anello di acqua.
Nella vasca centrale predomina un fusto a tre tazze sormontato da un putto che versa
dell'acqua che defluisce nella vasca più bassa ornata da quattro scalinate.
La complessa struttura è tutta animata da statue di divinità pagane,
cavalli marini, arpie, sirene, geni alati e delfini che donano alla stessa una
senografia armoniosa.
L'impianto idrico e' sotterraneo e l'acqua (circa 130 metri cubi d'acqua di riciclo)
viene attinta da un pozzo vicino piazza Bellini e portata alla peschiera centrale e alle
tre vasche concentriche.
Dopo il restuaro sotto la fontana adesso e' stata posizionata una macchina che tiene
costanti i livelli di salinita' e acidita dell'acqua per evitare che il marmo venga
nuovamente danneggiato.
La nudità delle statue all'epoca fece si che i cittadini ribattezzassero il luogo in cui
si trova "Piazza delle Vergogne".