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Riprendendo il cammino verso l’Avana non possiamo non fare una deviazione per Santa Clara, ormai divenuta la città di Ernesto Che Guevara, che qui combatté la battaglia decisiva per la libertà del popolo cubano. Da quando i presunti resti del “Che” ritrovati in Bolivia furono portati solennemente nel mausoleo dedicatogli, Santa Clara è divenuta a sua volta meta di turisti sulle tracce del “Comandante” e pellegrinaggio di nostalgici della Rivoluzione da tutto il mondo.
E anche noi non possiamo fare a meno di emozionarci all’interno del memoriale, quando ci ritroviamo dinnanzi alla fiamma che arde perennemente e che illumina le nicchie dei combattenti rivoluzionari e al centro delle quali si trova quella del “Che”…personalmente è stato forse uno dei momenti più belli del viaggio.
Finalmente eccoci all’Avana, dove trascorriamo gli ultimi quattro giorni ospiti di Consuelo e del marito, due giornalisti simpaticissimi, la cui calorosa accoglienza quasi ci commuove.
A farci da accompagnatore è il loro genero Junior, un artista (dipinge anche quadri, ma la sua principale attività, motivo di vanto ed orgoglio personale sono i tatuaggi) molto conosciuto all’ Avana.
La città ci dà subito la sensazione della “capitale”…è molto più grande e ben curata di Santiago e certamente più prosperosa del resto dell’isola.
A plaza della Revoluciòn, dominata ancora una volta dall’immensa figura del “Che”, ci si sente proprio nel mezzo del cuore pulsante del paese…questa è la piazza delle imponenti celebrazioni di massa del governo castrista, così come il Malecòn, il famoso lungomare, presso il quale abbiamo modo di assistere, ma solo dalle riprese televisive, ad una manifestazione contro le ulteriori sanzioni economiche prese dagli Stati Uniti contro Cuba.
Al Castillo del Morro, invece, assistiamo ad una rappresentazione che si tramanda da secoli: la cerimonia del “Canonazo” (salve di cannone): un drappello di soldati in divisa settecentesca spara un colpo di cannone, così come si faceva durante il periodo coloniale, prima della chiusura delle porte cittadine. Ma lo spettacolo più bello è certamente il tramonto che si può godere dalle mura del castello sulla città, che sembra quasi disegnata sullo sfondo di un cielo che assume colori talmente intensi da sembrare dipinto.
Con nostra piacevole sorpresa ci dicono che tutto il centro storico è stato recentemente ristrutturato con i fondi dell’UNESCO, che sono stati sapientemente utilizzati per restaurare i bellissimi palazzi coloniali e i monumenti più importanti…la Cattedrale, il Palacio de los Capitanes Generales, Plaza de Armas, il Paseo del Prado con il Capitolio Nacional ci passano davanti come in un film e ci entrano dentro lasciando in noi uno strano rimpianto come di qualcosa su cui non ci siamo abbastanza soffermati…la voglia di tornare si fa strada dentro di noi come in tutti quelli che sono stati qui.
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