Un sogno chiamato Cuba







“Cuba è l’isola che ti prende l’anima e ti regala emozioni che non si dimenticano”… Queste sono le parole di un catalogo vacanze su Cuba, quest’isola che, da tempo, ha conquistato incontrastata le fantasie di noi “poveri” occidentali…

Sarà forse che siamo un po’ stanchi del nostro modo di vivere frenetico e quasi sempre cronometrato, dello stress e dei mille impegni, anche poco importanti, di cui non riusciamo più a fare a meno… E forse siamo anche un po’ annoiati del nostro mondo civilizzato e super tecnologico ormai talmente rassicurante che ci sembra quasi asettico e sterilizzato…

E’ innegabile che un’omologazione incalzante sta trasformando tutti e tutto in “qualcosa di già visto e già vissuto” e che spesso, ovunque si vada nel nostro “vecchio” continente, si ha la strana sensazione di sentirsi a casa, anche quando dalle calde e rassicuranti pareti domestiche si vorrebbe un po’ fuggire, almeno con la mente…

Sembra che Cuba, in qualche modo, prometta tutto questo…una fuga dalla noia dei paradisi nostrani, un’immersione in un mondo che quasi non esiste più se non nella nostra fantasia…la musica, il rum, l’allegria, le Sierre e le foreste tropicali, le piantagioni di canna da zucchero, le spiagge infinite di sabbia dorata e i sigari, Hemingwey e il Buena Vista Social Club…

Ma Cuba è veramente tutto questo? Noi, ormai avvezzi a sospettare e dubitare di tutto, inclini a vedere “la fregatura” sempre e comunque, non possiamo fare a meno di rimanere un po’ perplessi…eppure, chi a Cuba c’è stato dice di si…

Forse è questa curiosità che ha spinto me, Laura e Tamara, tre ragazze con la voglia di fare un viaggio indimenticabile, a scegliere “questo viaggio” e, soprattutto, a farlo nel modo in cui l’abbiamo fatto…noi, infatti, non volevamo andare nel solito villaggio vacanze tutto sole, mare, divertimento e qualche escursione, ma volevamo conoscere la vera Cuba, la sua storia, la sua cultura e, soprattutto, la sua gente che, fra la musica, il rum e l’allegria deve comunque fare i conti con una situazione politica che l’ ha praticamente isolata dal resto del mondo e un embargo economico che la fa vivere in mezzo a non pochi problemi e ad una povertà che, seppur vissuta con orgoglio e dignità, è pur sempre povertà.

E così, dopo varie ricerche fra guide, agenzie e tour operator specializzati su viaggi a Cuba ecco trovata la soluzione su internet..si chiama “turismo solidale”.

Questa formula consente non solo di risparmiare sul prezzo, dal momento che non si alloggia nelle grandi catene alberghiere e non ci si affida ai grossi operatori turistici presenti sul mercato, ma anche e soprattutto di immergersi nella “realtà” della gente del posto…si viene ospitati da famiglie selezionate e quindi in appartamenti privati, si viene seguiti costantemente da accompagnatori e guide locali, si sperimenta con loro la vita di tutti i giorni…

Nella maggior parte dei casi a gestire il tutto sono associazioni che si occupano di promuovere la cultura del paese di provenienza nel mondo.

Si parla di turismo “solidale” proprio perché i soldi di chi viaggia finiscono nelle tasche della gente del luogo, cosa da non sottovalutare in quanto si tratta essenzialmente di paesi poveri.

E così, trovata finalmente la formula più adatta alle nostre esigenze, eccoci in partenza per la nostra grande “avventura”…



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